Aspettando Sanremo…

Canzoni che hanno fatto epoca.

Come ogni anno, da moltissimi anni – per la precisione dal 1951 – sta per iniziare il Festival di Sanremo, uno degli eventi televisivi più seguiti in Italia (e un pochino anche all’estero). Nel tempo il meccanismo della gara è un po’ cambiato, è aumentata la durata della manifestazione, si sono alternati diversi conduttori, ma il “cuore” del Festival è sempre lo stesso: una competizione tra canzoni inedite, scritte da autori italiani e selezionate nei mesi precedenti.

Mentre aspettiamo di vedere chi vincerà quest’anno, ecco una piccola selezione di canzoni che hanno “fatto epoca”. Sono in ordine cronologico e non tutte hanno vinto il Festival di Sanremo… ma tutti le ricordano ancora!

1. Non ho l’età

(Gigliola Cinquetti, Festival di Sanremo 1964)

All’epoca della vittoria sanremese, la giovane Gigliola Cinquetti aveva appena 16 anni quando cantava il sogno di un amore romantico, le speranze e l’attesa del giorno in cui finalmente sarà adulta e potrà amare ed essere amata.

Una canzone d’altri tempi, sotto tutti i punti di vista.

Qui puoi trovare il testo, ma ti consiglio di ascoltare e guardare il video qui sotto.

2. Ciao, amore, ciao

(Luigi Tenco, Festival di Sanremo 1967)

La canzone d’autore arriva al Festival con questo brano meraviglioso di Luigi Tenco, uno dei protagonisti della cosiddetta “scuola genovese”, che rinnovò profondamente la musica leggera italiana a partire dagli anni Sessanta. Malgrado il titolo, questa è più una canzone di protesta che una canzone d’amore. Il protagonista è un contadino meridionale che decide di abbandonare il lavoro nei campi per cercare fortuna nel Nord Italia, attratto dal progresso industriale ed economico.

Purtroppo, la canzone resta anche legata alla morte del cantautore, avvenuta proprio durante il Festival di Sanremo, dopo che la sua canzone era stata eliminata. Le circostanze farebbero pensare a un suicidio, anche se ci sono stati dubbi su possibili manipolazioni della scena del crimine.

Qui trovi il testo, e qui sotto la canzone. Non è la registrazione della serata del festival: quella è andata perduta negli archivi della Rai. Un altro mistero italiano…

3. 4 marzo 1943

(Lucio Dalla, Festival di Sanremo 1971)

Il titolo originale di questa canzone, che racconta la storia di una ragazza che ha avuto un figlio da un militare alleato durante la Seconda Guerra Mondiale, doveva essere “Gesù Bambino”.

Subito scatta la censura della Rai e il titolo diventa la data di nascita del cantante. Lucio Dalla è anche costretto a cambiare i versi “e ancora adesso che bestemmio e bevo vino / per i ladri e le puttane sono Gesù Bambino” con un più rassicurante “e ancora adesso che gioco a carte e bevo vino / per la gente del porto mi chiamo Gesù Bambino”.

La canzone si classificò solo terza, ma ebbe subito un grandissimo successo. Qui il testo e qui sotto il video.

4. Terra promessa

(Eros Ramazzotti, Festival di Sanremo 1984)

Prima partecipazione al festival, nella categoria Nuove Proposte, di un ventunenne destinato a diventare uno dei cantanti italiani più famosi all’estero. La canzone parla di un ragazzo “nato ai bordi di periferia” e ha di certo una base autobiografica: Ramazzotti viene infatti da un quartiere popolare nel quadrante sud-est di Roma.

A questo link trovi il testo, e qui sotto il video da guardare e ascoltare.

5. Almeno tu nell’universo

(Mia Martini, Festival di Sanremo 1989)

Pur essendo rivolta a un uomo, questa non è una classica canzone d’amore. Dentro le parole del brano ci sono delle considerazioni sulla società contemporanea, sull’incoerenza delle persone e sulla mancanza di punti di riferimento. Con questa canzone, Mia Martini torna al successo dopo un lungo periodo di crisi.

Pur classificandosi solo al nono posto, alla canzone fu assegnato il premio della critica (che dal 1996 porta il suo nome).

Qui puoi trovare il testo, e qui sotto il video della serata di Sanremo.

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